Nel sacco con il gatto

Si dice "non dire gatto finchè non ce l'hai nel sacco" ma se il gatto in questione è il gatto dagli stivali e il sacco è quello che usa per la caccia essere nel suo sacco con il gatto esattamente che significa?

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venerdì, 13 novembre 2009 alle 09:34

Oggi è Venerdì 13!

complice la giornata climaticamente grigia ma lo sento molto più "Halloween" del giorno fatt'apposta.

Magari oggi riesoc a completare il RAT di halloween che poi è un bavaglino per marina con un gatto nero ed una zucca. Mi pare la giornata perfetta!


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giovedì, 12 novembre 2009 alle 23:24

Rediviva!

Sta sera, nonstante abbia pure pensato di non farlo, sono andata in piscina per un tuffo con bombole e pinne, mollando il papi a casa con la marmocchia, e questo mi ha ri-ge.ne-ra-ta!!!!

Tanto che sono qui pronta a sparlare un po' della terra dei baluba e dei suoi abitanti autoctoni.

Ci siamo resi conto, io e il papi, che gli autoctoni quando vedono Marina, anzi quando vedono un neonato, esordiscono con "caaaaarrrrraaaa!!!!!"

Questo suono pluriarticolato con una molteplicità di A e di R, a seconda del paesino da cui si proviene, è una variante di " cara" , che nelle zone pi ù periferiche delal balubalandia può diventare un "caaaarrrrrrriii!!!!"

Comunuqe giusto per sparlare di una baluba d.o.c. ,che ho rivisto sta sera, e che se non l'avessi vista sarei pier stata meglio, ho sentito la variante con 5 A 10 R 15 A in chiusura.

Qualcosa di allucinante! O_o


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mercoledì, 11 novembre 2009 alle 10:19

Non c'è due senza tre.

E per quello che è successo non è per niente bello.

Del gattone grigio ne ho già parlato nel post precedente. Il fatto è accaduto giovedì 29 ottobre.
Domenica 25 ottobre ho inviato in clinica un altro micio di 15 anni con insufficienza epatica per l'ultimo gesto caritatevole che si possa fare.

Lui era l'uno.

Il gattone grigio il due.

Mistral, quello che è scappato per non farsi tagliare i maroni ed è stato ritrovato 19 giorni dopo, è il tre.

Ora basta.

Non provo tristezza, non provo vuoto, non provo nulla tranne un grande frustrazione perchè vorrei solo stare in pace un po', non dover pensare ad affari veterinari incastrati tra una poppata e l'altra. Anche perchè sta volta per il decesso di Mistral potrebbe intervenire la ASL per un cane aggressivo.

Purtroppo dico "potrebbe" perchè le prove che sia stato questo cane ad ucciderlo non le ho, posso al massimo avere un pezzo di carta dell'istituto di anatomia patologica che accerta la morte per traumi da morso, da allegare alle foto di questo cane libero nel campo dietro casa dopo aver già ricevuto una diffida dai Carabinieri dal lasciarlo libero, e da allegare all'esposto con testimoni per l'uccisione di un altro gatto.

Ora devo trovare la forza di scrivere la relazione su ciò che è accaduto, firmarlo come veterinario e mandarlo alle autorità competenti, sperando che il pericolo di "cane aggressivo lasciato libero in terreno pubblico che fin'ora ha fortunatamente ucciso solo gatti" basti per far recepire che la prossima vittima potrebbe essere un bambino.




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venerdì, 30 ottobre 2009 alle 19:38

A volte ho proprio bisogno di sfogarmi.

In sé sta volta non ce l'ho con nessuno ma con la tensione e il nervosismo che si è creato ieri per una

situazione che si è pure conclusa male, anche se c'è un amaro lato positivo.

Partiamo dal fatto che sono in maternità. Quindi dovrei pensare strettamente a me e a Marina, giusto?

Ma così non è.

Ho scelto di lavorare come veterinarioa domicilio nel paese in cui vivo e questo mi comporta il fatto che non

esiste sabato ne domenica, e di persè non mi socccerebbe, ma non esiste nememno la maternità, e chi ci è passata sa

quanto è difficile ritagliarsi dieci minuti per sé, figuriamoci far saltar fuori il tempo per una visita.
Certo si può rispondere " sono in maternità andatevene da un altro veterinario" ma è certo che il cliente non lo

rivedo più e di questi tempi checchè ci sia qualcuno che sostiene che la crisi è finita, la crisi c'è ancora e in

un mondo lavorativo sovraffolato come quello veterinario ti devi tenere il cliente anche per 2 pulciosissimi euro. Quando li prendo.

Due settimane fa mi sono dovuta organizzare per una sterilizzazione d'urgenza, e relativi controlli seguenti. Eh vabbeh questa era un emergenza.

Ieri verso l'una del pomeriggio, mi citofona la cliente-vicina di casa che mi dice: "credo mi abbiano avvelenato il

gatto". I gatti qui dalle mie parti vanno in giro liberi, e certi incidenti, fortuiti o no, capitano.

Il gatto in questione è un bel micione di un anno grigio tigrato con due maroni da far impallidire quelli di Cuneo.

Ma non è avvelenato. Questo bel micio è un reale "sfigatto" che a sei mesi di vita ha manifestato sindrome urinaria

felina, una patologia che in genere non compare prima dei 5 anni di vita. Ma lui a sei mesi ce l'aveva di già e

questo è un biglietto di sola andata sul rapido per il cimitero.
Così i "sintomi da avvelenamento" erano in realtà i sintomi dell'intossicamento per ritenzione urinaria. In pratica

il micio in questione erano giorni che non faceva la pipì come avrebbe dovuto.
La diagnosi la faccio in meno di un minuto, e non c'è altro da fare che mettergli un catetere urinario.
La faccio breve: tra problemi di tempo e di costi da sostenere, i proprietari ci mettono oltre un ora a decidere, e il lavoro che volevo delegare a qualcun'altro perchè i ritmi delle poppate non mi consentono di affrontarlo, ricade comunque su di me, dal trasporto del gatto in clinica all'operazione vera e propria. Non critico i proprietari, per carità, i loro problemi non sono di quelli liquidabili con "se vuoi un animale te ne devi prendere cura per bene" a volte si arriva al punto in cui sei veramente in una situazione che nessuno vorrebbe trovarsi, ed è per questo che, accidenti a me, alla mia passione per il mio lavoro e al rispetto per la vita, mi sono ritrovata a correre tra il nutrire mia figlia e cercare di salvare un gatto che purtroppo ci ha lasciato proprio sul tavolo operatorio.
Non so se quelle tre ore che ha dovuto attendere tra quando l'ho visitato a quando gli ho svuotato la vescica avrebbero fatto la differenza tra la vita e la morte, ma so che a me l'interrompere il pranzo per visitarlo (e finirlo in piedi), il cercare di convincere i proprietari a farlo operare, il giro di telefonate per avvisare dell'arrivo del gatto in delega, poi disdire, per poi ritrovarmi a dover correre io sballottando mia figlia perchè non c'è una regolarità certa tra una poppata e l'altra ed anche se ci fosse stata non sarei stata certa io di farcela in tempo ad operarlo, mi ha snervata.

Non so poi quanto la mia frustrazione di ieri abbia influito su Marina, ma fatto sta che da stamatitna prestissimo poppa irregolarmente e dorme male, e iul mio stato di frustrazione e stanchezza aumenta.

Non vedo l'ora di andare a dormire sta sera sperando di infondere un po' di serenità a mia figlia: se dorme lei dormo anch'io.

In questi casi mi odio per la grande disponibilità che dò nel mio lavoro e per la passione che nutro, perchè poi va a finire che le persone, prima o poi, se ne approfittano.

P.S. Non c'entra ma visto che si tratta di sfoghi....
Ho una gran voglia di ricamare, ma non ho tempo ne forza: anche questo mi manda in sbattimento, per fortuna molto modico.


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martedì, 27 ottobre 2009 alle 10:37

A volte ci osno degli articoli su giornali veterinari che mi lasciano decisamente basita.

Stamatitna trovo: "Intubare una cavia: Più sicuro se eseguito sotto guida endoscopica"

A parte che mi viene da dire "e grazie al ca': anche il cane o il gatto sono più sicuri se eseguiti con assistenza endoscopica, vedi meglio ciò che stai facendo", ma io mi chiedo, conoscendo le cliniche che ci sono dalle mie parti, e conoscendo le tasche strette dei clienti sia le braccina corte generalizzate, "ma in quale cavolo di clinica (privata mica universitaria!) ti intubano una cavia e soprattutto in endoscopia!"

 


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lunedì, 19 ottobre 2009 alle 11:04

Guardarsi allo specchio e....

.... vedersi mamma.

Vedo un viso che mi ritorna, è famigliare, ma non è il mio. Poi osservo meglio. Sembra il mio invecchiato maturato, sembra quello di una Laura che però è mamma. E' allucinante ma è così, ti cambia il volto. Saranno le poppate notturne, o chi lo sa.

So che sono cambiata, più o meno come il bruco che diventa farfalla.


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venerdì, 16 ottobre 2009 alle 20:07

Sono viva, ma senza niente da raccontare per il sacco.

Beh semplicemente sto facendo la mamma a tempo pieno, estraniata completamente dal mondo: voglia di vedere la TV zero, tanto sonno, e la lettura è moooolto limitata a  riviste specializzate di pannolini e creme all'ossido di zinco, e poco ci manca che non mi ricordi come si tiene l'ago in mano.

Ed è tanto bello quanto sconvolgente. Non credo ci sia  nulla al mondo di paragonabile. Si possono fare molti cambiamenti nella propria vita, ma nulla è così definitivo come un bambino. Come c'è scritto in  un libro che sto leggendo "sarai mamma per tutta la vita" e non credo ci sia molto altro al mondo di paragonabile.

A parte essere GDS.



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mercoledì, 07 ottobre 2009 alle 19:25

27 Settembre 2009 ore 14.52
fioccoil post arriva con notevole ritardo, ma internet ora come ora è proprio l'ultimo dei miei pensieri


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sabato, 26 settembre 2009 alle 18:28

Intanto che aspetto che la marmocchia decida che è ora di uscire, mi sono messa lì e oltre ad aver fatto il cuscino da allattamento,  l' "accapatoino" quadrato (un quadrato di 1 metro di lato è bello grosso e la seguirà fino alla laurea) con questi topini della Sherry,

topini_sapone

il punto scritto al bavaglino di Luca (cioè le crocette le ha fatte il papà!),

daddys_little_princess

oggi ho messo il bordo a Teodosio, e non paga ho creato un saccoletto per la carrozzina con un vecchio doppio RR che attendeva di essere usato,

saccoletto gnomi
relativa federa per il cuscino,

federagnomi

e iniziato e finito la prima tappa del SAL "Thè ou Café" del blog di Lo', dopo aver colorato da me la stoffa unsando del carcadè che avevo lì e che non mi piace affatto.

SALcot01
Non male direi....

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giovedì, 24 settembre 2009 alle 19:52


Are you goin to scarborough fair?
parsley, sage, rosemary and thyme
Remember me to one who lives there,
she once was a true love of mine

Tell her to make me a cambric shirt,
parsley, sage, rosemary and thyme
Without no seams nor needlework,
then shell be a true love of mine

Tell her to find me an acre of land,
 parsley, sage, rosemary and thyme
Between the salt water and the sea strand,
 then shell be a true love of mine

Tell her to reap it in a sickle of leather,
parsley, sage, rosemary and thyme
And to gather it all in a bunch of heather,
then shell be a true love of mine

Are you goin to scarborough fair?
parsley, sage, rosemary and thyme
Remember me to one who lives there,
 she once was a true love of mine


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Eccomi!

Utente: LauraGDS
"14 giugno 1317: Oggi il mugnaio mio padrone è morto. Ha lasciato il mulino al primogenito,l'asino al secondo e me al più piccolo dei figli. I primi due sono bell'è che fottuti, perchè il mulino senza l'asino e l'asino senza il mulino non servono a niente. Il ragazzino ha avuto invece un'inaspettata botta di culo. Io sono "IL" gatto, e se ne accorgerà presto." Roberto Vecchioni


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